Nel percorso d’acquisto esiste una fase in cui l’utente è a un passo dalla conversione.
È quando aggiunge i prodotti al carrello.
In quel momento ha già fatto una scelta. Ha già mostrato interesse. Ha già superato una parte importante del processo decisionale.
Eppure è proprio lì che spesso si interrompe tutto.
Circa 7 utenti su 10 abbandonano il carrello prima di completare l’acquisto.
Non sempre perché hanno cambiato idea.
Spesso perché il percorso d’acquisto non li accompagna in maniera efficace fino alla fine: costi poco chiari, informazioni mancanti, checkout complesso o assenza di strategie di recupero.
Per questo un carrello abbandonato non va letto solo come una vendita persa.
Ma come il punto esatto dove il tuo Ecommerce può migliorare e recuperare fatturato.
Abbiamo creato una checklist gratuita con 60 strategie pratiche per aiutarti a capire dove il tuo Ecommerce sta perdendo vendite e quali azioni puoi attivare per recuperarle.
Continua a leggere per scoprire la checklist👇
Carrello Abbandonato
60 strategie per ridurre l’abbandono dei carrelli
Dentro trovi un percorso strutturato per analizzare:
- cosa succede prima dell’arrivo al carrello;
- quali frizioni bloccano l’utente durante il checkout;
- come costruire una sequenza email di recupero più efficace;
- come usare urgenza, scarsità, riprova sociale e incentivi senza forzature;
- esempi di email e flussi di recupero del carrello.
Digital Marketing News
Le ultime news dal mondo Digital
Google Search Console: arrivano i report sulle performance AI
Google sta ampliando il rollout dei nuovi report dedicati alle performance nei risultati AI di Search Console.
Il dato interessante è che i brand potranno iniziare a capire meglio come i propri contenuti compaiono all’interno di AI responses, AI Mode e AI Overviews.
Non si tratta ancora di un quadro completo: al momento il report include dati come impression, pagine, paesi, dispositivi e date, ma non i click.

Per gli Ecommerce, però, il segnale è chiaro: non basta più chiedersi “siamo posizionati in SERP?”
Bisogna iniziare a chiedersi anche “siamo presenti nelle risposte AI che influenzano le decisioni d’acquisto?”
Chi lavora oggi su contenuti chiari, autorevoli e ben strutturati parte con un vantaggio competitivo.
OpenAI apre il ChatGPT Ads Manager al mercato UK
OpenAI ha avviato nel Regno Unito la beta del proprio Ads Manager, dando ad alcuni inserzionisti la possibilità di iniziare a esplorare l’infrastruttura pubblicitaria di ChatGPT.
È un segnale importante: la pubblicità potrebbe spostarsi sempre di più dentro ambienti conversazionali, dove l’utente non scorre passivamente un feed, ma formula una richiesta precisa.
Le domande aperte sono ancora molte: inventory, targeting, misurazione e modalità con cui gli annunci appariranno nelle conversazioni.
Ma per i brand è già il momento di iniziare a pensare meno in termini di claim e più in termini di risposte utili, contestuali e coerenti con l’intento dell’utente.
Reddit è la fonte principale di visibilità nei modelli GenAI
Uno studio citato da Practical Ecommerce evidenzia un dato che molti brand stanno ancora sottovalutando: Reddit sta diventando una delle fonti più rilevanti per la visibilità all’interno dei modelli GenAI.
Le conversazioni pubblicate sulla piattaforma come recensioni, confronti, opinioni sui prodotti o discussioni sui competitor, possono influenzare il modo in cui ChatGPT e altri sistemi AI costruiscono le proprie risposte, sia attraverso i dati già acquisiti sia tramite ricerche in tempo reale.
Per un Ecommerce questo significa una cosa molto concreta: quello che le persone dicono del tuo brand nelle community può incidere direttamente sulla percezione che l’AI restituisce ai tuoi potenziali clienti.
La nuova SEO non vive più solo su Google. Vive anche nei luoghi in cui le persone fanno domande, si confrontano e generano contenuti che i modelli AI possono leggere, interpretare e citare.
Meta integra la prenotazione diretta nei Lead Ads di Facebook
Meta ha lanciato una nuova funzione che permette agli utenti di prenotare un appuntamento direttamente all’interno di un lead ad su Facebook, senza uscire dalla piattaforma.
L’integrazione è già disponibile per Calendly e HighLevel, con HubSpot in arrivo ad agosto. La funzione è in rollout progressivo e potrebbe non essere ancora disponibile su tutti gli account.
Il gap tra compilazione del form e prenotazione effettiva è sempre stato uno dei punti critici per chi fa lead generation, Meta lo ha ridotto. Ma c’è una sfumatura da considerare prima di adottarla su tutte le campagne.
Aspettarsi contatti di qualità più alta, ma in numero inferiore.
Non tutti gli utenti sono già pronti a prenotare: alcuni hanno bisogno di una call preliminare più informativa che commerciale. Il rischio è perdere potenziali clienti che andavano convinti maggiormente lato sales.
La soluzione è fare A/B test: affiancare un modulo con prenotazione integrata a uno classico e misurare non i lead, ma le opportunità reali generate da ciascuno.

