Monitorare i competitor. Leggere i dati dello store. Far tornare i clienti che comprano una volta sola e spariscono. Stare dietro alle piattaforme ads che cambiano regole ogni mese. Proteggere il budget da una creatività fuori controllo.
Sono tutte attività importanti che andrebbero svolte periodicamente, ma da soli è quasi impossibile.
Si finisce per occuparsene solo quando emerge un problema:
- il cliente che non torna più,
- il budget speso su una creatività che ormai converte meno,
- un competitor che nel frattempo ha occupato lo spazio che potevi prendere tu.
È esattamente per questo che ogni mese, nella nostra Condivisione al Team, mettiamo sul tavolo cosa stiamo testando.

Questa volta, cinque risposte concrete a cinque di questi problemi.
1). Come trovare e sfruttare vuoti competitivi
Lorenzo ha costruito un agente Claude che, partendo da 1-5 nomi di competitor, restituisce un report strategico completo:
- positioning,
- tone of voice,
- sentiment delle recensioni raccolto dal web,
- gap matrix (una mappa che confronta te e i competitor punto per punto, per individuare gli spazi che nessuno sta presidiando bene).
Simona ha usato questo strumento analizzando i principali competitor di un nostro cliente. Quello che è emerso è che tutti presidiavano un target generalista, mentre il cliente si posizionava in modo molto più netto su una nicchia specifica.
Da lì, Simona ha tradotto quel vuoto competitivo in headline, callout e cluster di ricerca dedicati per le campagne Google Ads.
Risultato: sul primo gruppo di annunci testato, +51,58% di conversioni e +106% di clic in una settimana.
💡 Prima di scrivere un annuncio, vale la pena chiedersi dove il competitor non sta guardando.
2). I dati per crescere sono nel tuo store
Shopify Sidekick è l’assistente AI integrato nell’admin di Shopify, incluso nei piani Shopify senza costi aggiuntivi. Può lavorare direttamente sui dati dello store — come ordini, prodotti, clienti e analytics — senza necessità di esportarli.
Alessandra, partendo da una libreria di prompt specifici, ha fatto una serie di richieste mirate a Sidekick per ottenere informazioni utili all’analisi di un nostro cliente:
- dove si nascondono le anomalie — un prodotto che smette di convertire, il crollo di un canale, l’aumento dei resi, ecc..
- dove si interrompe davvero il funnel, pagina per pagina, invece di un conversion rate aggregato che non dice nulla;
- quali bundle farebbero salire lo scontrino medio, e quali opportunità di fatturato esistono già, ma ancora non sono state sfruttate;
- come segmentare i clienti, invece di trattarli tutti allo stesso modo;
- se lo store è pronto a scalare il budget advertising.
💡 Le informazioni utili a far crescere un ecommerce ci sono quasi sempre già lì. Basta sapere quali domande fargli, una alla volta.
3). Non sai quanti clienti tornano a comprare, e perché
Denis ha costruito una skill Claude che analizza gli ordini di un e-commerce e restituisce due output pronti da condividere:
- una dashboard di retention
- e un foglio di segmentazione RFM
Basta caricare i dati degli ordini: la skill legge quanti clienti fanno più acquisti, quanto vale un cliente nel tempo, dove si concentra il fatturato e molte altre informazioni utili.
Facendo l’analisi di Ecommerce B2B, sono emersi due segnali interessanti:
- oltre il 60% dei clienti ha fatto un solo ordine e non è più tornato — la skill ha segnalato l’opportunità di rafforzare i flussi di riattivazione verso questo segmento;
- il valore di ogni riordino cresceva rispetto al precedente (+11,66% già dal primo al secondo acquisto), ma lo scontrino mediano risultava in calo costante negli ultimi anni — un segnale che la skill ha indicato di approfondire lato pricing e mix prodotto.
💡 La skill non si ferma alla diagnosi. Per ogni segnale che trova, propone soluzioni operative.
4). Google Ads cambia ancora le regole del gioco
Martina ci ha raccontato come, con AI Max, Google non si limiti più al tradizionale matching delle keyword: usa anche annunci, asset e contenuti delle landing page per comprendere meglio la pertinenza di una ricerca.
Può inoltre generare o adattare titoli e descrizioni sulla base degli annunci esistenti, delle keyword e dei contenuti del sito.
E, con l’espansione dell’URL finale attiva, può persino portare l’utente su una pagina del sito diversa da quella impostata nell’annuncio, se la considera più pertinente alla sua ricerca e potenzialmente più efficace.
È una logica diversa da quella a cui siamo abituati: non basta più scrivere un buon annuncio e scegliere le keyword giuste.
Con queste automazioni attive, Google può avere un ruolo molto più importante nel decidere quale messaggio mostrare e quale landing page utilizzare per una determinata ricerca.
Di conseguenza aumenta anche il peso della qualità del sito e delle pagine di destinazione: testi, struttura e contenuti diventano parte del materiale da cui l’AI attinge per costruire l’esperienza pubblicitaria.
💡 Prima di attivare AI Max, vale quindi la pena chiedersi se le proprie pagine comunicano davvero ciò che vorremmo vedere riflesso in un annuncio — perché Google potrebbe utilizzarle direttamente per scegliere messaggio e destinazione.
5). Una creatività ti sta bruciando budget, ma non puoi ancora spegnerla
Valentina ci ha spiegato come le regole automatizzate su Meta Ads si costruiscano con quattro elementi:
- dove applicarle (campagna, gruppo di inserzioni o singola inserzione),
- una condizione (una metrica sopra o sotto una soglia),
- un’azione (notifica, attivazione, spegnimento o modifica del budget)
- e una frequenza di controllo.
La regola che Valentina usa più spesso risponde a una situazione molto comune:
👉 dentro un gruppo di inserzioni c’è una creatività che si sta prendendo quasi tutto il budget, con il CPA in salita — ma non la puoi spegnere del tutto, perché le altre creatività dello stesso gruppo hanno speso troppo poco per essere già valutate.
La soluzione: se in un giorno la sua spesa supera metà del budget giornaliero, la regola la disattiva solo per quel giorno, lasciando spazio alle altre creatività di spendere e farsi testare. Il giorno dopo, una seconda regola la riaccende automaticamente.
💡 L’automazione non sostituisce le decisioni, ma evita che il budget venga deciso per inerzia da una sola inserzione.
Cinque test diversi, cinque problemi concreti — e altrettanti spunti da provare sul tuo progetto online.
Se vuoi approfondire uno di questi temi, o capire come applicarlo al tuo caso, contattaci: ne parliamo volentieri.
