Qualche settimana fa ho incontrato un imprenditore che gestisce un Ecommerce retail.
Era preoccupato.
Le vendite del suo shop continuavano a diminuire, nonostante stesse facendo tutto ciò che, fino a poco tempo prima, aveva sempre funzionato.
Mi ha raccontato nel dettaglio la sua strategia: come aggiorna il catalogo, quali promozioni pianifica, quanto investe in advertising e marketing, quante newsletter invia e quali automazioni ha attivato.
Eppure, nonostante tutti questi sforzi, le visite al sito erano in forte calo. Soprattutto quelle provenienti dalla ricerca organica.
E non si tratta di un caso isolato.
È una situazione che stiamo riscontrando in diversi eCommerce con cui ci confrontiamo.
Il motivo?
Le persone non hanno smesso di cercare e acquistare prodotti online.
Hanno cambiato il modo in cui lo fanno.
Sempre più spesso, infatti, la ricerca e la scelta di un prodotto iniziano attraverso strumenti di intelligenza artificiale.
👀 Gli agenti AI che cercano prodotti al posto degli utenti
ChatGPT, Perplexity e gli agenti integrati nei browser possono analizzare decine di siti, confrontare prezzi, disponibilità, recensioni e condizioni di vendita, per poi presentare all’utente due o tre alternative finali.
La scelta può quindi avvenire senza visitare direttamente tutti i siti considerati.
Anche il funnel sta cambiando.
Awareness, consideration e decision possono comprimersi in un’unica conversazione con l’intelligenza artificiale.
Il sito, quindi, non deve più soltanto convincere una persona.
Deve anche essere comprensibile, affidabile e facilmente interpretabile da un algoritmo.
🔍 Che cosa cercano gli agenti AI
Per comprendere un’azienda e i suoi prodotti, gli agenti hanno bisogno di alcuni segnali:
1. Contenuti chiari
Le pagine devono spiegare in modo diretto che cosa vendi, a chi, quanto costa e come funziona.
2. Dati strutturati
Schema markup e JSON-LD aiutano a identificare prodotti, prezzi, disponibilità, recensioni e servizi.
3. Dati accessibili
Feed e API permettono agli agenti di verificare automaticamente catalogo, inventario e disponibilità.
4. Informazioni aggiornate
Prezzi obsoleti, vecchie pagine e dati incoerenti riducono l’affidabilità del sito.
5. Reputazione esterna
Recensioni, menzioni, citazioni e contenuti pubblicati da altre fonti contribuiscono alla credibilità del brand.
Molti di questi elementi migliorano anche l’accessibilità: HTML pulito, struttura corretta e informazioni organizzate rendono il sito più leggibile sia dalle persone sia dalle macchine.
💪 Cosa deve fare un ecommerce oggi
Per rispondere a questi cambiamenti è necessario lavorare su tre aree:
1. Consulenza SEO
Un primo intervento fondamentale è lavorare sulla SEO per:
- rendere più chiari offerta, target, prezzi e modalità di acquisto;
- aggiungere dati strutturati alle pagine principali;
- migliorare feed e accessibilità dei dati di catalogo;
- aggiornare periodicamente contenuti e informazioni;
- creare contenuti capaci di spiegare chi è il brand e quale posizione occupa sul mercato;
- rafforzare i segnali di reputazione esterni.
2. Brand marketing e digital PR
Dipendere solo dalla SEO e dall’advertising può essere pericoloso.
Il rischio è entrare in un circolo vizioso: maggiore dipendenza dall’advertising, costi di acquisizione più elevati e rendimenti progressivamente più bassi.
Il brand è un asset economico e competitivo che può generare domanda, sostenere il prezzo e ridurre la dipendenza dall’advertising.
Un brand forte lavora prima del clic.
Quando una persona incontra una campagna, può già conoscere il marchio, riconoscerlo e considerarlo più affidabile rispetto alle alternative.
Questo può favorire:
- una riduzione del costo di acquisizione;
- una maggiore efficacia delle campagne;
- la crescita delle ricerche di marca;
- una relazione più duratura con i clienti;
- una maggiore capacità di sostenere il prezzo.
Per questo suggeriamo di affiancare alla SEO un piano di brand marketing e digital PR, con attività finalizzate ad aumentare notorietà, menzioni, citazioni e contenuti esterni dedicati al marchio.
Questo lavoro è importante anche per gli agenti AI.
Un brand riconosciuto, citato e recensito in più punti del web ha maggiori probabilità di essere considerato affidabile e inserito tra le opzioni consigliate.
I risultati possono essere monitorati attraverso indicatori come awareness, consideration, branded search, share of search, differenziazione e pricing power.
3. Gestione delle recensioni
Le recensioni non servono soltanto a rassicurare un potenziale cliente.
Contribuiscono a costruire reputazione, fiducia e autorevolezza, migliorando la conversione e la presenza del brand sul web.
Consigliamo di implementare uno strumento efficace per automatizzare le richieste di recensioni, individuare il momento corretto dopo l’acquisto e aumentare le testimonianze autentiche pubblicate online.
⚠ Attenzione: il cambiamento è già in corso
Questo significa che il tempo per costruire un vantaggio competitivo è limitato.
L’adozione degli agenti AI sta accelerando più rapidamente rispetto a quanto avvenuto dalla rivoluzione mobile.
La finestra di vantaggio per chi si muove per primo potrebbe durare mesi, non anni.
Più un brand viene menzionato e raccomandato, più ottiene visibilità.
Più cresce la visibilità, più aumentano recensioni, citazioni e ricerche di marca.
Le aziende non devono abbandonare SEO, advertising, newsletter o automazioni.
Devono fare in modo che tutte queste attività contribuiscano a costruire un brand comprensibile, riconoscibile e autorevole anche nelle nuove modalità di ricerca e acquisto AI.
Se vuoi capire quanto il tuo sito e la tua strategia siano pronti per questo cambiamento, contattaci.
